Quella che si conduce nel periodo dei disturbi alimentari è un’esistenza in punta di piedi. Sto forse parlando dell’eterea eleganza di una ballerina? Non scherziamo, peso cento kg e l’ultima volta che sono andata in discoteca andava di moda Gabry Ponte. Mi riferisco forse alla grazia con cui mi allungavo alla ricerca delle confezioni di Nesquik imboscate in alto in alto in fondo in fondo alla dispensa da mia madre? Ok sì, quello sì, ma la storia che vi voglio raccontare oggi è un’altra.

Se come me hai vissuto un’esistenza in punta di piedi, all’età di sei anni hai acquisito la capacità della vista a raggi infrarossi dopo mesi di pratica nella tratta letto – bagno – letto. Non solo non accendi mai la luce quando ti svegli, di notte, in preda al bisogno; ma non tiri nemmeno lo sciacquone. Poco importa se ogni mattina ti becchi la strigliata di mamma che ti dice che non sta bene che la lasci in ammollo; tu sei felice di non essere stata di alcun disturbo.

All’età di dieci anni sei in fissa con l’antico Egitto e passi le tue giornate a leggere le storie di Christian Jacques su tomi alti quanto un accendino. La tua è una vita di stenti, perché la valigia è perennemente sfondata e i tuoi amici ti prendono per il culo perché non esci mai da sotto l’ombrellone. Il tuo sogno più grande è quello di poter visitare le piramidi. Non lo sa nessuno. Nessuno te lo ha mai chiesto, ma se ne avessi avuto la possibilità, la scena si sarebbe svolta così:

“Hei, che ne dite se quest’anno prendiamo l’aereo e facciamo le vacanze all’estero? Potremmo visitare l’Europa.”
“Mi sembra una splendida idea! Dove andiamo?”
“Io voglio andare in Egitto, vedere le piramidi!” – dici tu
“A Pasqua non dovrebbe fare troppo caldo.”
“Potremmo fare una crociare sul Nilo.”
“Ci è appena stata la zia, potremmo chiedere consiglio a lei.”
“Ma io voglio andare al mare!” – dice lei
“Ma al mare ci andiamo in estate.” – dici tu
“Sì, ma io ci voglio andare adesso.” – dice lei
“Non cominciamo a litigare. Possiamo andare a Sharm e accontentiamo tutti. Siamo in Egitto e c’è il mare. Hei, guarda che splendido villaggio, ci sono anche le piscine di acqua salata. Fede, lo sai che cosa significa Sharm El Sheik? Taglio nel labbro superiore del labbro del cammello. Non è divertente?”

Non so se lo sapete, ma non ci sono pesci tropicali, nei libri di Christian Jacques.

Ma comunque poi cresci. Lo fanno tutti. A venticinque anni ti sei trasferita in un appartamento in centro città, da sola. E’ un’esperienza inebriante, nessuno più che possa offuscare il tuo cielo. C’è un unico microscopico intoppo nel tuo piano di conquista del mondo: la moto del figlio adolescente del vicino di casa. Ogni giorno la trovi parcheggiata fuori dagli spazi consentiti. Non sei una feticista del Feng-shui, ma a causa delle sue distrazioni, ti tocca dare vita ad un valzer di manovre avanti-e-indietro-e-avanti-avanti-avanti per poter uscire con la tua macchina dal tuo garage. Non glielo fai notare, perché non c’è mai l’occasione. Poi una mattina incontri la madre del figlio adolescente tuo vicino di casa che piscia il cane in prossimità della rimessa. Questo è quello che succede.

Lei: Devi scusarlo, mio figlio, è nell’età in cui si è per forza teste di cazzo.
Io: Ma si figuri signora, non mi da fastidio. Aspetti che l’aiuto con il cane.

Così esci dal garage, questa volta in una sola rapida mossa. Commetti l’errore di pensare che sarà una giornata formidabile, visto che sei uscita dal garage in una sola rapida mossa. Parcheggi ed incroci il marocchino che viene dal Ghana a cui tutte le mattine rifili la tiritera mi-spiace-sono-in-ritardo-magari-dopo. Questa volta ce l’hai fatta a dribblarlo, ma ancora non sai che lui ti aspetterà. Glielo hai promesso. Aspetterà che esci dal lavoro e tenterà di venderti un cd-mi-spiace-non-ho-il-lettore, un accendino no-guarda-non-fumo, un tarocco carino-ma-il-mio-stile-è-un-po’-più-anonimo. Alla fine, dopo una lacrimevole storia durata tredici minuti, conoscerai i dettagli dei suoi ultimi tre matrimoni e sette figli, ti convincerai che è una brava persona, che ti vuole bene, che i suoi complimenti sono sinceri, che tu sei una persona fortunata ed è importante condividere, che l’ombrello bello-ombrello-vedrai-come-bello che ti venderà sarà diverso da tutti gli altri; funzionerà. Aprirai il baule, lo metterai insieme agli altri due e giurerai a te stessa di cominciare a parcheggiare tre vie più avanti, che ultimamente ti sei impigrita e hai bisogno di camminare un po’, e la mattina ha l’oro in bocca e per te svegliarsi presto non è un problema.

La mia è stata un’esistenza in punta di piedi. E’ per quello che ho i polpacci da calciatore e le cosce da muratore bergamasco, mica per altro.

converse in punta di piedi

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